La ripresa nel Lazio
Intervista al nuovo presidente dell'Unione Industriali di Roma, Aurelio Regina
Il Lazio trainerà la ripresa con grandi opere e hi-tech
Fonte: "la Repubblica — 10 marzo 2009"
AURELIO Regina è da quattro mesi presidente dell' Unione Industriali di Roma. In un Forum a Repubblica spiega i suoi primi risultati e i prossimi obiettivi. Al dibattito partecipano Paolo Boccacci, Eugenio Occorsio, Roberto Mania, Valentina Conte e Daniele Autieri. L' impennata della cassa integrazione, la disoccupazione che sale, il rischio di mancato rinnovo di 220mila contratti a progetto, disegnano un quadro a tinte fosche sull' economia capitolina. Quale risposta state dando? «La situazione è molto difficile e alcuni settori stanno vivendo un deterioramento. Roma continua però a mantenere punti di forza. La cassa integrazione ordinaria cresce meno della media nazionale e la metà dell' intera regione. La crisi tocca in misura minore la Capitale grazie alla sua struttura economica in cui la Pubblica Amministrazione riveste un ruolo centrale. A ciò si aggiunge la presenza di settori di eccellenza come l' aerospazio, le biotecnologie, il multimediale, la nautica, i sistemi di ricerca. Per queste ragioni sono convinto che da Roma ripartirà la ripresa nazionale. E sarà legata alle infrastrutture, all' energia e all' innovazione, settori in cui Roma eccelle».
Quali sono le infrastrutture romane da cui si deve ripartire? «Abbiamo creato un gruppo di lavoro presieduto dall' ad delle Fs, Mauro Moretti, e formato da Anas, Autostrade, Aeroporti, Alitalia, Regione, Provincia e Comune, banche e altre aziende, per fornire all' amministrazione indicazioni per la realizzazione delle grandi opere. Pochi giorni fa abbiamo portato al sindaco i risultati del lavoro e le priorità sono: il raddoppio della Tiburtina per cui abbiamo aperto uno sportello presso l' Unione che supporta le aziende della zona; la conclusione della linea B1 e C della metro; la chiusura dell' anello ferroviario; il completamento entro il 2010 dei lavori per l' Alta Velocità nella stazione Tiburtina, il raddoppio della RomaLatina e il collegamento Fiumicino-Civitavecchia, infrastrutture strategiche per rendere Roma lo snodo turistico e commerciale del Mediterraneo. Basti pensare che il porto di Civitavecchia ha movimentato nel 2008 oltre 4,3 milioni di passeggeri (il 12 % in più rispetto al 2007)». Q ual è il progetto più innovativo che avete messo a punto? «Vogliamo entro cinque anni dotare il territorio romano di una rete a fibra ottica di nuova generazione. L' iniziativa sarà presentata a fine marzo e sarà un progetto da 600 milioni sviluppato da Telecom, da Acea (che metteràa disposizione tralicci per il passaggio di fibra ottica esterna) e da altri operatori telefonici con una ricaduta occupazionale di 1.000 posti di lavoro. Il risultato è una rivoluzione in termini di telelavoro, telemobilità, telesorveglianza». Q UAL è il vostro bilancio sui primi mesi di Alemanno? «C' è troppa prudenza. Da parte di alcuni c' è buona volontà ma non il coraggio di fare azioni. Giuste o sbagliate che siano, vogliamo che si facciano delle scelte. È il momento per il sindaco, forte di una consistente legittimazione popolare, di uno scatto d' orgoglio, al quale noi vorremmo contribuire con ideee progetti». Quanto penalizza il tessuto produttivo l' immobilismo della Camera di Commercio? «Il dibattito sul presidente è una questione di procedure e perciò mi sono battuto arrivando all' approvazione all' unanimità dell' accordo interassociativo. Nessuno può gestire la cosa pubblica come un amministratore unico. L' istituto non fa abbastanza per le infrastrutture, il turismo, l' internazionalizzazione: non basta organizzare qualche viaggio ma bisogna fornire servizi e supporto alle imprese che vanno al' estero. Ci si è concentrati sulla Fiera di Roma, una cosa positiva ma realizzata in ritardo e con lacune organizzative». Acea: dalla "sfiducia" ad Andrea Mangoni, il titolo ha perso 400 milioni. Non è un prezzo troppo alto pagato alla politica? «Ho stima per Mangoni e credo che la sua sostituzione non dipenda dalla sua performance ma dall' opinione sulle scelte strategiche. Sono favorevole alla privatizzazione se significa più investimenti. L' Unione punta sull' Acea: il piano provinciale già nei cassetti dell' azienda su efficienza energetica nell' edilizia e nei trasporti può creare a Roma da qui al 2020 ben 315mila posti con un investimento pubblico e privato di 13,5 miliardi e con un risparmio sull' energia di 500 milioni. È un grande volano e un' opportunità che non possiamo lasciarci sfuggire»




