Sabato, Maggio 25, 2013
   
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Distretto tecnologico per i Beni e le Attività culturali del Lazio

È un dato noto da tempo che circa l'80% del patrimonio artistico e culturale mondiale si trova in Italia e una parte rilevante del patrimonio italiano si trova nel Lazio. Il turismo culturale ha un’alta incidenza sul totale delle attività economiche della nostra regione (nel 2006 i visitatori dei musei, monumenti ed aree archeologiche di proprietà dello Stato nella regione Lazio sono stati 11.141.998 determinando un introito di 39.994.622,25 Euro) ed esiste una qualificata attività di ricerca svolta da organismi pubblici e privati di rilevanza internazionale.
Le imprese coinvolte nella filiera sono 1800, tra cui si contano importanti società di servizi nell’ICT e qualificate e innovative aziende del settore
Nel Lazio inoltre è stato registrato il maggior incremento del numero di imprese (+135,1%) con attività legate al settore dei beni culturali e una grande tradizione nel campo dell’audiovisivo
Il sistema della ricerca, poi, vanta circa 1300 specialisti pubblici di comparti sia umanistici che scientifici e la più alta produzione nazionale di laureati nelle discipline interessate.
La rete regionale comprende 5 Università pubbliche e 4 private, gli Istituti Centrali del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali (ICR; ICPL; ICCD; ICCU) e importanti istituti come CNR ENEA e INFN.

Obiettivi del Distretto Tecnologico

A partire dalla realtà attuale, la costituzione di un distretto tecnologico serve ad aumentare il dialogo e la sinergia tra mondo accademico e imprenditoriale e a superare la frammentazione dell’offerta nell’ambito dei beni culturali e la sottoutilizzazione del capitale umano, delle conoscenze e delle potenzialità di innovazione.

In particolare ci si propone di:

  • Stimolare lo sviluppo e la nascita di imprese innovative che utilizzino i beni culturali come volano dell’economia locale;
  • Favorire un uso privato, ma regolamentato dal pubblico e ad alto valore aggiunto, del patrimonio culturale, creando delle comunità di pratica fra gli attori del sistema;
  • Creare processi e infrastrutture abilitanti per supportare gli attori della filiera;
  • Incrementare le collaborazioni tra grandi imprese (GI) e piccole e medie imprese (PMI);
  • Potenziare le capacità di generare innovazioni mirate e specifiche di settore, attraverso il cofinanziamento di progetti di sviluppo, ammodernamento e/o acquisizione di impianti e dispositivi da parte di Università e centri di ricerca/OdR/strutture del MiBAC del Lazio;
  • Attrarre capitali privati, competenze eccellenti e imprese internazionali ad alta tecnologia, attraverso strumenti innovativi di private equity/venture capital in operazioni finanziarie nel capitale di rischio;
  • Rafforzare il valore giuridico dei brevetti laziali, di cui il 30% legato allo sviluppo di tecnologie per la sicurezza e la protezione dei beni culturali e sostenere la diffusione delle competenze delle imprese all’interno della frammentata filiera dei beni culturali;
  • Promuovere e favorire il trasferimento tecnologico tra tutti gli attori coinvolti;
  • Ampliare l’offerta del turismo culturale sia tramite forme di fruizione virtuale e multimediali sia attraverso strumenti di marketing esperienziale, che supportino tutte le fasi dell’esperienza di visita;
  • Reindirizzare e distribuire su aree più vaste i flussi turistici che attualmente si concentrano in un numero ristretto di siti e sono condizionati dalla forte polarizzazione sulla capitale.

I numeri del Distretto Tecnologico

  • Visitatori siti (2006): 11.141.998 pari a introiti per circa 40 milioni di euro;
  • Nella filiera sono coinvolte 1800 imprese e 9 università.

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